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 SAN TEODORO    _Cultura
 

Antichi valori e feste in terra di Gallura

 

San Teodoro è un centro della Gallura e con questa condivide con orgoglio l’identità, la lingua, i costumi, le tradizioni e la cultura. Questi tratti si possono sintetizzare in uno stile di vita legato ai valori ed ai simbolismi della vita contadina d’altri tempi:la spiccata propensione all’ospitalità, la dignità, l’onore, l’amore per la casa, la solidarietà, il lavoro. La vita presso le marine ha, nel tempo, condizionato il sentire comune delle popolazioni a diretto contatto con lo “straniero proveniente dal mare”… tralasciando il lacerante impatto sulle coste dei popoli conquistatori durante la storia, oggi si può dire che a differenza dei modelli sociali tipici della Sardegna dell’entroterra, il tratto comune che caratterizza le popolazioni della Gallura costiera è sicuramente l’apertura e l’esigenza di interscambio, pur nell’atavico ossequio per le proprie tradizioni.
Il gallurese è il dialetto che vi si parla, così dolce e musicale, radicalmente differente dagli altri dialetti della Sardegna dalle sonorità più gutturali; d’altra parte la Gallura conserva la propria tipicità culturale soprattutto attraverso la ricchezza dei propri costumi, l’uso della parola nelle sue espressioni più nobili: la poesia e il canto, ispirati dalla vita semplice delle campagne, dalla sua luce e dalla forza della sua ineguagliabile natura.
La comunità gallurese ancora oggi, seppur strizzando l’occhio al progresso, celebra attraverso le feste campestri e le feste religiose quei riti arcaici legati al rapporto dell’uomo con la natura e i suoi cicli, facendone comunque un’occasione di rinnovo dei vincoli comunitari con immutato spirito di aggregazione. I visitatori condividono tali eventi con viva partecipazione ed entusiasmo, sapendo di condividere in questo modo lo spirito autentico di San Teodoro, la sua storia.
La festa più attesa dai teodorini è certamente quella del santo patrono San Teodoro, tuttavia altre due feste patronali si svolgono in altrettante frazioni del paese: la festa di Sant’Andrea nella frazione di Montipitrosu (a nord del paese), festeggiato nella prima settimana di giugno, e la festa di Sant’Antonio di Padova presso la frazione di Straula (a sud del paese) durante la seconda settimana di giugno.
Altra ricorrenza molto sentita è quella del 16 e 17 gennaio dedicata a Sant’Antonio Abate l’anacoreta, conosciuto anche come Sant’Antonio del Fuoco o del Deserto. La leggenda narra la storia del santo che, con un espediente, riesce a sottrarre dall’inferno un po’ di fuoco da regalare agli uomini, che ancora non lo possiedono. In Gallura la festa di Sant’Antonio Abate è detta Lu Fuculoni, ovvero il grande fuoco. L’usanza vuole che durante la settimana che precede l’evento la gente provveda alla raccolta di frasche e arbusti di burédda (elicriso) e mucchju (cisto) tanto da formare un grosso cumulo che sarà poi bruciato in piazza, a scacciare i guai e i malanni, in un rito apotropaico continuamente rinnovato.
Il 16 gennaio Lu Fuculoni è festeggiato nella frazione di Straula e il 17 gennaio nella frazione di La Suaredda, accompagnato da dolci tipici e bibite.
Come non ricordare il carnevale (lu carrasciàli) festeggiato nella piazza del paese con un ricco pranzo a base di fai e laldu (fave e lardo), vino e dolci tipici del periodo prepasquale.
L’identità e le tradizioni galluresi di San Teodoro vivono e si rinnovano incessantemente grazie al prodigo interessamento di tanti cittadini teodorini: l’Istituto delle Civiltà del Mare (ICIMAR), il gruppo Minifolk, il Coro polifonico di San Teodoro, sulle note dei canti e balli tradizionali.


   

 
 
 
       
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