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Vi possiamo promettere mari e monti

 

Posto sulla costa pianeggiante della Sardegna orientale, ma con alle spalle rilievi anche interessanti come Monte Nieddu (970 metri), San Teodoro appartiene culturalmente ed amministrativamente alla sub-regione della Gallura, terra dove abbondano la roccia granitica e i profumi della macchia mediterranea.
Il territorio di San Teodoro si estende per circa 104 chilometri quadrati, distribuiti fra zone collinari e montane, zone umide a ridosso dei litorali come la grande laguna di San Teodoro e una fascia degradante verso la pianura alluvionale che ha come ultimo limite una costa frastagliata per circa 37 chilometri di spiagge e scogliere incantevoli.
La presenza di un unico corso d’acqua importante: il Rio San Teodoro, già ricordato dal ricercatore e studioso dell’ordine degli scolopi padre Vittorio Angius nel suo “Dizionario” (tardi anni ’20 di due secoli fa), in secca durante l’estate e dei suoi piccoli affluenti, non condiziona in modo considerevole la vita dei teodorini, ma durante il periodo delle piogge, concentrate durante i primi mesi dell’anno, esso riprende vigore in tutta la sua possanza sfogandosi presso la laguna ed il mare.
Grazie al clima mite dagli inverni dolci e all’esposizione all’ambiente marino, il paesaggio è prevalentemente tinto delle sfumature della bassa macchia mediterranea e dalle sue essenze: corbezzolo, mirto, euforbia, lentisco, ginestra, cisto, ma anche da piante importanti come l’olivastro, il ginepro, l’ontano e la quercia che un tempo infittivano le creste e le ampie vallate del massiccio granitico di Monte Nieddu.


   

   

 
 
 
       
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